Io lui e la cana femmina

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Di questa canzone si potrebbe dire, cogliendone un po’ lo spirito di allegra spensieratezza, che è una canzone scanzonata: infatti Baglioni qui parla del semplice fatto di portare a spasso i cani. Eppure, anche da questo piccolo episodio di quotidianità esce fuori un brano che sorprende per le trovate che lo rendono così felicemente scoppiettante.

Parlato : L’introduzione parlata (e comunque perfettamente a ritmo con la musica, in Si maggiore) è quella che maggiormente colpisce l’ascoltatore poiché – con la scusa di introdurre l’argomento del passeggio mattutino – la sillaba pas viene usata per creare un brillante gioco fonetico interamente basato su un’allitterazione incessante. Nel frattempo, la fisarmonica suonata da Richard Galliano introduce subito un’atmosfera allegra.

A – AI – AII : La canzone vera e propria esordisce con una tripla ripetizione della strofa (ogni volta leggermente diversa, musicalmente) che descrive prima lei (la cana femmina), poi introduce lui (il cane maschio), e infine mostra l’io cantante mentre gioca con i suoi due cani. La triplice ripetizione della strofa è un espediente molto funzionale a mettere subito in campo i protagonisti della canzone, già citati nel titolo (che compare infatti alla fine di AII). Vale la pena notare anche l’insistenza sulle parole benedetta / benedetto / benedetti nelle tre strofe: nel corso di questa analisi si scoprirà meglio il perché ciò accada. Per il momento basta tenere a mente questo dettaglio. Dal punto di vista armonico c’è la semplice alternanza di tonica e sottodominante (in tonalità di Si maggiore), con un ritmo armonico lento che cambia accordo ogni due battute.

B : La sezione B, con il vento che annusa i tre protagonisti della canzone, comincia a vivacizzare la parte musicale per introdurre il ritornello, attraverso un ritmo armonico più veloce (un accordo per ogni battuta), ma soprattutto attraverso una progressione modulante, che transita per le tonalità di Fa♯ e Sol♯ prima di modulare enarmonicamente in La♭.

 C – CI : Il passaggio di tonalità da Si maggiore a La♭ maggiore sottolinea efficacemente la spensieratezza del testo che ora racconta la passeggiata con i cani, scodinzolando (“felici nella coda”) per il piacere di saper godere delle cose semplici della vita. I salti melodici ascendenti sembrano quasi imitare musicalmente i salti di libertà e di gioia dei cani che giocano, e ciò avviene esattamente nel punto in cui il testo dice “felici nella coda” oppure “e addosso a questa vita”.

AIII – AIV : Alla ripetizione della strofa (col conseguente ritorno alla tonalità originale di Si maggiore, sempre per via enarmonica) si immagina come sarebbe migliore la vita se solo fosse possibile vivere senza alcuna inibizione, lasciandosi andare completamente all’istinto come fanno i cani, “senza avere regole”. Ecco che ora compare, in ognuna delle due strofe, la parola maledetti, perché è evidentemente questo il modo in cui si verrebbe giudicati dagli altri uomini se ci si lasciasse andare ad una vita così selvaggia. Ecco quindi che si manifesta la contrapposizione tra la benedetta vita libera dei cani, e quella maledetta degli uomini, costretta da mille regole.

B : Alla ripetizione della sezione B ritorna l’elemento del vento, che però ora si manifesta attraverso “quest’aria puttana che non dice no”, quasi come se la maledizione della condizione umana corrompesse persino il vento.

C – CII : L’atmosfera di spensieratezza viene invece riproposta assolutamente identica dal ritornello, con l’unica differenza della cadenza finale su CII, che porta alla sezione del ponte.

D – DI : Qui, sulla nuova tonalità di Si♭ maggiore raggiunta sempre enarmonicamente, Baglioni fantastica a proposito della possibilità di poter essere uguali – uomini e animali – al punto da poter riuscire “a bere un bicchiere insieme” e, un po’ “ciucchi”, andare “ad ululare al blu”.

Strumentale + vocalizzo : A questo punto, sulla u di blu, Baglioni esegue un vocalizzo che imita musicalmente l’ululato di cui parla il testo, e la musica si sposta in tonalità di Re♭ maggiore.

Parlato : Il brano finisce così come era cominciato, ma in tonalità di Re♭ maggiore, riprendendo il gioco di parole che usa la sillaba pas. E chiude così.

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