Naso di falco

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Nella struttura narrativa del concept album, dopo la “dichiarazione d’intenti” di Dagli il via  e il “canto delle origini” di Io dal mare, Naso di falco rappresenta il momento in cui l’uomo in cerca di sé prende coscienza di avere un sogno. Si tratta di un sogno primordiale, nato insieme all’uomo sin da quando questi apparve sulla terra: “Fu il sogno di volare solitario / là dove soltanto il falco va”.

A – AI : È proprio con queste parole che si apre la canzone, in Mi♭ maggiore, con la voce di Baglioni sorretta semplicemente dagli accordi della tastiera. È interessante notare come il suono di questa tastiera, senza alcun altro strumento a completare l’arrangiamento, riesca a creare l’atmosfera eterea adatta al testo che in questo momento parla appunto del sogno di volare come un falco. La melodia stessa, con la sua staticità, contribuisce a creare la sensazione di essere quasi fuori dal tempo, in un mondo quasi magico. La tecnica utilizzata sembra essere quella del recitar cantando operistico, e infatti la melodia è quasi parlata, addirittura con otto note uguali all’inizio, come si può vedere dall’esempio che segue.

 

 

Volendo spingersi ancora un po’ oltre con l’interpretazione, si potrebbe persino considerare questa sequenza di note ripetute come un’immagine musicale del picchiettio sul guscio d’uovo del piccolo falco appena nato, e dei suoi movimenti incerti. Il falco di cui Baglioni parla non sa ancora volare, proprio perché è appena nato, ma con la sua istintiva curiosità di scoprire il mondo riesce a raggiungere un ramo sospeso per guardare lontano. Questa sezione ha la funzione di introduzione, e non verrà più ripetuta nella canzone, anche se la sua melodia verrà inserita come controcanto in CI e CII, verso la fine del brano. AI si differenzia da Aper una battuta in più alla fine, dove c’è un lancio di batteria che porta alla strofa, ma questa battuta è senza armonia: la tastiera mantiene semplicemente l’accordo precedente, anche se sarebbe opportuno un cambio di armonia, che però non avviene. Il motivo di questo accordo mancante è che si vuole dare un senso di leggerezza, visto che il testo in questo preciso punto dice: “senza peso”.

B – BI : A questo punto c’è l’ingresso degli altri strumenti e un passaggio di tonalità da Mi♭ a Do minore: dunque rispetto all’introduzione c’è un distacco netto, e ciò è in funzione del fatto che ora il testo esce dalla metafora del sogno di volare, per confrontarsi con le domande che ogni bambino si pone man mano che va scoprendo il mondo. Vale la pena notare in che modo ognuna di queste domande sia inserita nella struttura del brano: la strofa B (esattamente come BI), è composta da 12 battute, che sono a loro volta strutturate come tre frasi di quattro battute, a ciascuna delle quali corrisponde uno di questi interrogativi fanciulleschi. È proprio per via di questi interrogativi che ognuna di queste frasi termina con una cadenza d’inganno, per marcare musicalmente le domande. Alla fine della strofa BI, in corrispondenza del verso “non è anche dentro me”, c’è una modulazione alla tonalità di Do maggiore, che porta alla sezione C.

C : Con questo nuovo cambio di tonalità la canzone ritorna all’immagine del falco che guarda lontano e presenta il titolo per la prima volta, mentre la musica – forte del passaggio al modo maggiore – ha uno slancio che prepara alla sezione successiva.

D : Qui la voce di Baglioni raggiunge il picco più alto, e compaiono nuove domande che però ora sono grandi domande a cui non c’è risposta, e che nulla hanno della poesia contenuta nelle domande da bambino. Anche qui ritorna puntuale la cadenza d’inganno a sottolineare gli interrogativi.

Ripetizione di B – BI – C – DI : La contrapposizione tra le domande da adulti e quelle da bambini appare ora in tutta la sua evidenza con la riproposizione di B – BI – C – DI, incluso con ciò il ritorno alla tonalità di Do minore (che poi torna in Do maggiore).

CI – CII : Una seconda voce che riprende la melodia e il ritmo dell’introduzione A si aggiunge ora alla doppia ripetizione di C, e dunque con il ritorno della melodia infantile è come se l’incrociarsi di canto e controcanto rappresentasse l’incontro tra l’adulto e il bambino, entrambi con domande insolute. Il testo intonato da questa seconda voce svela inoltre la metafora iniziale del sogno di volare: la verità è solo in alto (o in mare), dove si può sognare, mentre nelle strade terrestri ci si perde. Dal punto di vista armonico la struttura rimane sempre in Do maggiore, con l’unica differenza che sia in CI che in CII le ultime due battute sono in La minore, in modo da poter poi evidenziare il testo “per salire lassù” con il passaggio al modo maggiore.

E – EI – Strumentale : La coda è affidata alla ripetizione di una cellula melodica ascendente che intona appunto “per salire più su”, e ovviamente lo fa su una nota acuta, mentre la seconda voce continua esponendo il suo concetto. Il brano conclude con la tripla ripetizione della parte strumentale di E, insieme alla seconda voce.

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